VALTER SAMBUCINI

Nato a Roma nel 1953, dove vive e lavora. Laureato in ingegneria elettronica ha lavorato all’Istituto Superiore per la Protezione e Ricerca Ambientale (ISPRA) con il ruolo di responsabile del Settore Rete e Territorio del Dipartimento Stato dell’Ambiente e Metrologia Ambientale. In questi anni ultimi dieci anni è stato autore di oltre cento pubblicazioni, tra articoli su riviste tecnico-scientifiche, contributi in Convegni nazionali ed internazionali. E’ stato direttore responsabile della rivista Effeuno, ha avuto rapporti con i maggiori stabilimenti cinematografici italiani, quali Cinecittà, Vittori, Telecolor (consulente per l’automazione dei processi di post-produzione e controllo qualità) ha inoltre pubblicato foto per giornali, riviste e pubblicazioni letterarie. Le sue ricerche fotografiche in senso sociologico ed antropologico sono state esposte in diverse occasioni espositive e pubblicate nel libro di Carla Guidi Città reali, città immaginarie (Robin ed 2019).

Tel 347 3224360 – www.valsam@libero.it

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Memorie nel corpo fluido, virtuale e speculare

Una superficie speculare diventa magica invece quando è interpretata come un portale, un possibile passaggio verso un universo alternativo; l’accesso ad un potere divinatorio, oppure può venir semplicemente intesa “luogo” di duplicazione invertita della realtà, di inganno visivo totale, quello che Foucault chiamò uno spazio eterotopico.

Ma in questo mondo altro Lewis Carroll, scrittore ma anche matematico, logico e fotografo, descrisse un celebre viaggio fra senso e nonsenso, tra realtà e sogno, tra invenzione e riflessione. Lo specchio dell’anima come come metafora dell’occhio e della vista, è quindi anche strumento di conoscenza del mondo esteriore ed interiore, si trovano spesso concetti legati all’antica iconografia della Verità e della Prudenza, rappresentata nell’atto di tenere in mano uno specchio e contemplarlo … Questo periodo di forzata clausura mi ha portato a fare delle riflessioni su me stesso e sulla precarietà del tempo attraverso la macchina fotografica, mio strumento preferenziale di ricerca.

Valter Sambucini