PRIMO QUINTETTO D’ARTE DEL 6 APRILE 2020

La scelta degli artisti di quest’occasione, come sarà anche per tutte le successive, si basa sulla diversità dei linguaggi, degli stili e delle tecniche per mostrare indicativamente la grande varietà delle espressioni dell’arte contemporanea.

Antonella Cappuccio, madre di Gabriele, Laura e Silvio Muccino (tutti attivi nell’ambito della cinematografia), artista dotata di una sorprendente manualità, che le permette di variare, nelle tecniche usate, come la pittura anche su superfici specchianti, la pittoscultura dei suoi teatrini, l’arazzo e il collage, con inventive soluzioni, anche visive, com’è stato per la vista dal retro della Primavera di Botticelli e, nel periodo della sua appartenenza al gruppo della Narciso arte, per la visione dimidiata specularmente nel trittico ispirato alla Bella giardiniera di Raffaello, con esiti veramente mostruosi dei personaggi. A lei si aggiunge la ingegneristica produzione di Giampaolo Di Cocco, artista che s’è da lungo tempo imposto per le sue costruzioni in lamiere di alluminio ed altri materiali, talora cinetiche, vuoi di bus, aerei, anche di grandi misure, vuoi di animali preistorici, squali volanti, varani che spuntano dai mattoni di un edificio, ed altri animali non di rado costellati di luci intermittenti.

Ambedue ci conducono in territori dell’arte molto particolari, a differenza dei loro occasionali compagni di viaggio di questo quintetto, i quali si esprimono in linguaggi tradizionali, quali la pittura e la fotografia, ovviamente con esiti personali. Infatti se il fotografo Valter Sambucini utilizza l’obiettivo per cogliere effetti ottici insoliti, persino tremolanti, della realtà circostante, senza trascurare situazioni, attività rituali e comportamenti socioculturali, che me lo hanno fatto definire narratore visuale, Placido Scandurra ed Alessandro Cignetti offrono due versanti differenti del discorso pittorico.

Da quello fantastico e immaginativo, che in virtù di una propria concezione meccanica permette a Scandurra di inventare una popolazione di simpatici personaggi, nel contempo grotteschi e nostalgici, aggregando elementi somatici umani, ricorrendo ad un ossimoro ideativo quanto espressivo, ritraendoli ora singolarmente ed ora in compagnia di altri, si differenzia quello di Cignetti, riferibile al versante dei pittori di temperamento grafico, il che lo porta a privilegiare l’impianto disegnativo anche quando traduce nel suo lessico Il circo di Seurat, lessico che in un caso giunge ad una personale declinazione delle scomposizioni cubiste, in cui il disegno viene esaltato per la rinuncia dei suoi usuali colpi cromatici, prevalentemente in rosso.

Giorgio Di Genova

ELENCO ARTISTI IN MOSTRA

 ANTONELLA CAPPUCCIO

ALESSANDRO CIGNETTI

GIAMPAOLO DI COCCO

VALTER SAMBUCINI

PLACIDO SCANDURRA