GIANLUCA MURASECCHI

E’ nato il 5 gennaio 1965 a Spoleto. Ha completato gli studi presso l’Accademia di Belle Arti di Roma nel 1986. Si è formato con Guido Strazza. Ha esposto e si è formato ulteriormente con Carla Accardi, Giulia Napoleone, Luigi Boille. Tra le sue esposizioni si ricordano: Guido Strazza – Gianluca Murasecchi, Galleria Edieuropa, Roma, 2017, a cura di Giuseppe Appella e Lorenza Trucchi | Lo stato dell’Arte – 2011, Padiglione Italia della 54° Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia, a cura di Vittorio Sgarbi, su segnalazione di Giorgio Di Genova | Materia Seconda, 2008 a cura di Luca Arnaudo, Giovanni Carandente, spazi della Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea, Spoleto | Segnario, 2008, Galleria Il Bulino artecontemporanea, Roma, a cura di Giuseppe Appella e Guido Strazza | Hanno scritto su di lui: Giuseppe Appella, Luca Arnaudo, Mirella Bentivoglio, Giovanni Carandente, Giorgio Di Genova, Guglielmo Gigliotti, Roberto Lacarbonara, Gabriele Simongini, Guido Strazza, Lorenza Trucchi.

Studio: via Andrea Angiulli 6, 00135, ROMA – Tel  333.3018231

murasecchi@gmail.com

Prima nasce l’idea, poi l’idea trova il suo linguaggio appropriato, tutto qui. È sempre impossibile spiegare come germina l’opera d’arte, è qualcosa che fa parte della cultura dell’uomo ma si genera grazie ad un istinto ineffabile. L’opera è muta, di per sé è parola occulta che può avere solo visione o remotamente suggerirla, poi entrano in gioco tutte le conoscenze, le sperimentazioni, i materiali che l’artista scopre con caparbietà o per caso o per errore. L’importante è conoscere ma, non di meno, è importante saper riconoscere ciò che l’esperienza incontra. Il dovere tacito è avvicinarsi il più possibile a quel creare da nulla che è stato il principio di tutto, compito impossibile eppure meraviglioso, è quel ritrovarsi in un essere unico quale è l’umanità composta da individui diversi, unici. La ricerca di quella unicità dell’opera però non è separazione, è arricchimento e unione, quell’opera unica, nata da uno diviene così, infine l’opera di tutti.