ALBA GONZALES

Nata a Roma nel 1939, vive e lavora tra Pietrasanta e Roma. Dall’inizio degli anni settanta si dedica con continuità alla scultura, con l’intenzione di restituire nel modellato la plasticità dei movimenti della danza, da lei praticata a livello professionale. Dopo gli esordi di figurazione tradizionale, ha subito il fascino delle materie (pietre, tufi, marmi) indirizzando l’esperienza verso forme di stilizzazione del corpo, per coglierne e interpretarne la valenza simbolica, la valenza ritmica e la suggestione totemica.

Nel 1978, in seguito all’invito di Giorgio Di Genova ad esporre nella Piazza del Duomo di Pietrasanta la sua prima opera monumentale in bronzo (rassegna Scultori e Artigiani in un Centro Storico), avvia un’assidua frequentazione del laboratorio del marmo di Sem Ghelardini, con il quale manterrà poi sempre collaborazione ed amicizia. Lavorando con i bravi scalpellini della Versilia, (anche dopo la scomparsa prematura di Sem) a Pietrasanta, con quelli dello studio di Giorgio Angeli a Querceta, o del laboratorio di Carlo Nicoli a Carrara, ha visto crescere le proprie opere accanto a quelle dei più importanti e riconosciuti Maestri della scultura contemporanea internazionale. Questo ha contribuito all’approfondimento delle tecniche e delle poetiche del fare scultura ed anche alla conoscenza di se stessa. L’evolversi della personalità e della sua creatività s’è articolata in precise tematiche. Sino al 1985 ha privilegiato la dialettica della struttura, con figurazioni antropomorfiche che sondano in modo originale il senso del mito arcaico e del meccanicismo moderno. Dal 1986 il tema Amori e Miti, tutt’ora in divenire, si arricchisce di nuove, importanti opere, a testimonianza del fascino che la cultura mediterranea continua ad esercitare su di lei. Contemporaneamente un altro tema, Sfingi e Chimere, ovvero la bestia che è dentro di noi, sollecita la sua risposta plastica alla condizione esistenziale, in una drammatizzazione e teatralizzazione della forma di figurazione fantastica con forti componenti erotico-oniriche.

Studio – via Affogalasino 41, Roma– tel. 335 – 7080630 – www.albagonzales.italbagonzales@albagonzales.it

Alba Gonzales appartiene alla schiera sempre più ristretta di scultori nell’autentico senso del termine e in particolare spicca per l’aspirazione a dire tutto, interamente e senza filtri intellettualistici, attraverso la forma che è per lei, essenzialmente, forma del corpo umano inteso come tempio dell’anima, nei suoi aspetti negativi e positivi, destinati a convivere indissolubilmente. Per Alba, nemica dell’effimero, una scultura deve essere sostanziata di persistenza in tensione potenziale verso l’eternità (parola ambiziosa quando si parla di esseri umani). Del resto, nel mondo di oggi abbiamo dimenticato che, come ha scritto Titus Burckhardt, “una delle condizioni fondamentali della felicità consiste nel sapere che tutto ciò che facciamo implica un senso eterno”. Anche la scultura della Gonzales ce lo ricorda, tanto nell’uso di materie potenzialmente imperiture, quanto nelle questioni esistenziali affrontate, riguardanti il contrasto e la possibilità di coesistenza fra essere e apparire, fra bestialità e tensione verso l’assoluto.

Prof. Gabriele Simongini (in occasione della mostra personale “Miti Mediterranei” alla Fondazione Whitaker a Palermo nel 2018, a cura della Fondazione Cultura e Arte del prof. Emmanuele Emanuele)