MARIO COPPOLA

Nasce ad Enna nel 1934, studia all’Accademia di Ravenna. Nel ‘59 vince il primo premio per la “Giovane Pittura Italiana” presso la Galleria Nazionale d’arte Moderna di Roma, che ne acquisisce l’opera. Nel ‘60 mostra internazionale d’Arte astratta, Prato. Nel ‘61 prima personale a l’Obelisco di Roma. Nel ‘77 Giancarlo Serafini alla galleria Condotti 85 presenta Per un’immagine concreta, opere di Mario Coppola in connessione con il saggio di Arturo Bovi Riflessioni sull’Arte Contemporanea. Nell‘84 inizia il ciclo dell’Adventum, esposto nell’87 alla galleria Condotti 85. Serafini Editore pubblica nel numero 53 di “Carte Segrete” Zangezi di Velemir Chebnikov e due mostre-libro: Mario Coppola Adventum e Zao Wou-Ki – Il Pittore dei due Mondi. Nello stesso anno il Museo di Palazzo Bellomo di Siracusa espone, presentata da Giorgio Di Genova, un’antologica dal ‘59 all’87. Fra le altre seguono, la mostra a Roma nel 2004 alla Borgognona e nel 2006 al Complesso Museale S. M. Raccomandati, L’Aquila.

Studio – via Della Paglia, 30 – Roma – 06/484974 cell: 349 – 6554136

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https://it.wikipedia.org/wiki/Mario_Coppola_(pittore)

Negli ultimi anni sono giunto alla convinzione che, se l’opera non trasmette nulla al fruitore, non ha nessuna validità artistica. L’arte deve parlare al pubblico ed interagire con esso. Michelangelo dipingeva la possanza, Raffaello la grazia, ma entrambi erano attratti dalla natura. Per loro le forme erano un pretesto per rappresentare un concetto, non il contrario, perché spesso la concettualità non comprende l’arte, ma l’arte comprende sempre la concettualità. Da qui la conseguente presa di coscienza di voler riportare il dibattito culturale sulle arti visive dal concetto al contenuto. E quindi la necessità di riabilitare l’importanza dell’impatto visivo rispetto alla parola, troppo spesso unica delegata a legittimare un’opera e a determinare nel bene e nel male le sue sorti. Auspico quindi un ritorno alla centralità dell’opera come fulcro di un dibattito più universale. – Mario Coppola